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Articolo di
Roberto Neglia

ORGANIZZARE LA CROCIERA

PIANIFICARE IL VIAGGIO

La scelta della destinazione non è solo questione di gusti, ma si lega al tipo di barca, alle sue dimensioni, alle capacità dell'equipaggio, al tempo di cui si dispone, alla scelta dell'agenzia. Da non sottovalutare il grado di difficoltà offerto dalla navigazione che si vuol intraprendere. Le Ponziane e le isole del Golfo di Napoli, ad esempio, sono un'ottima palestra per i neofiti; l'arcipelago de La Maddalena e in generale le Bocche di Bonifacio sono più adatte a chi abbia già esperienza. La Corsica è ben attrezzata, facilmente raggiungibile dalla costa e sempre ventosa, offre dunque un buon compromesso per una vacanza sportiva; l'Egeo, costantemente battuto dal famigerato Meltemi, è adatto solamente ad equipaggi esperti, al contrario di Croazia e Grecia Ionica che offrono moltissimi ridossi naturali e condizioni meteo mai troppo impegnative. Le Eolie sono ideali se cercate il contatto con la natura selvaggia di vulcani ancora attivi, le Egadi sono perfette se vi affascina un ritmo lento di influenza araba. Da qui ci si può spingere alla scoperta della Tunisia per essere rapiti, a poche miglia dalle nostre coste, dal fascino della luce del deserto.

Le compagnie inglesi praticano diffusamente la navigazione in flottiglia, in grado di dare sicurezza agli equipaggi familiari alle prime armi. Le formule sono le più varie: in alcuni casi si tratta di una vera e propria pianificazione della navigazione, decisa in ogni minimo particolare dalla barca ammiraglia; in altri ciascuna barca segue la sua rotta e la flotta si ritrova alla sera o in alcune tappe stabilite. Certo bisogna avere attitudine alla compagnia. Una buona domanda da rivolgere all'agenzia è di quante barche è composta la flotta.

Se si fa tutto da sé è meglio pianificare un programma di massima prima della partenza, assumendo informazioni dalla compagnia di noleggio e consultando le sezioni del nostro il sito. Una prima tappa breve all'inizio della navigazione permette di prendere confidenza con la barca e con l'equipaggio, verificare eventuali difetti o malfunzionamenti a bordo. Successivamente, una certa omogeneità delle tappe permetterà agli ospiti di prendere un ritmo della vacanza, che deve essere scandito da un giusto equilibrio fra momenti di navigazione e di relax. Tuttavia spezzare un lungo trasferimento è quasi inutile, perché il disagio provocato dalla navigazione non viene eliminato e si sottraggono giornate utili allo svago. Infine è buona regola tenersi qualche giorno da spendere se le condizioni meteo o altre variabili imponessero una sosta non prevista. La partecipazione di tutto l'equipaggio alla programmazione del viaggio, oltre a creare il giusto clima, eliminerà antipatiche discussioni a bordo. Allo scopo è bene acquistare un portolano della zona che si vuole battere, in modo da ricavare un quadro preciso delle località adatte e dei ridossi offerti.

Oltre al piacere, va pianificato anche il dovere. Il momento giusto per effettuare i rifornimenti è solitamente uno dei talloni d'Achille della crociera. Occorre avere un'idea dei consumi e conoscere la dislocazione dei distributori lungo la rotta già prima di salpare. Comunque va calcolata una certa scorta, necessaria in caso di navigazione con mare contro, cambio di rotta a causa del cattivo tempo, avaria, o altri imprevisti. Ma il vero problema è, generalmente, il consumo d'acqua. Per quanta se ne disponga non c'è n'è mai abbastanza. Dunque meglio prevedere almeno uno scalo ogni tre giorni. Una questione delicata è quella dei rifiuti, che vanno sigillati attentamente e conservati in un gavone fino allo sbarco a terra se si vuole evitare l'assalto delle mosche. Infine i controlli di bordo. La barca non è la nostra, ma non per questo va trascurata. Se non altro perché la compagnia dispone di un congruo assegno di deposito cauzionale. Un'occhiata allo stato dell'attrezzatura (specialmente per gli scafi a vela) e la costante osservazione degli strumenti di controllo del motore sono un ottimo modo per scongiurare brutte sorprese.

Le dieci regole d'oro

  1. Scegliere con cura l'equipaggio, meglio una persona di meno che una di troppo
  2. Scegliere l'itinerario, evitando lunghe tratte con amici inesperti
  3. Ricorrere allo skipper se non si è sicuri delle capacità del gruppo
  4. Contattare la compagnia con anticipo
  5. Valutare attentamente il contratto e risolvere tutti i dubbi e le questioni prima della firma e del versamento della caparra
  6. Stipulare un'assicurazione per i danni causati dall'eventuali recesso
  7. Prestare molta attenzione al check-in, dove è meglio essere in più d'uno e prendere qualche appunto
  8. Verificare che siano presenti i manuali d'istruzioni della barca e delle principali attrezzature, oltre ai documenti di bordo
  9. Assicurarsi della presenza dei principali pezzi di ricambio e di una adeguata dotazione di ferri
  10. Pianificare con cura la cambusa, senza esagerare con i cibi deperibili

LA VACANZA AL CALDO DEI TROPICI

Le vacanze nei mari caldi meritano qualche riflessione aggiuntiva. Si tratta di esplorare, navigando, un nuovo paese, un mare lontano dalle nostre abitudini, fondali spesso insidiosi, barriere coralline, maree, ecc. Se non si è più che pratici, almeno le prime volte conviene lasciare il comando ad uno skipper di provata esperienza che conosca bene la zona. Alcune compagnie offrono la possibilità di usufruire di un comandante anche per una sola parte della vacanza, giusto il tempo di prendere confidenza con la nuova barca e la nuova area di navigazione.

Circa gli itinerari, i Carabi sono forse la meta più ambita, dalle Isole Vergini agli Arcipelaghi delle Isole Sottovento e Sopravento. Se si vuole qualcosa di diverso si può provare Cuba, che unisce al mare dei Carabi l'anima sudamericana. Se si amano i pesci e i fondali tropicali, le lagune create dalle barriere tropicali, allora si scelga l'Oceano Pacifico, la Polinesia Francese, dove il cui clima è perfetto quasi tutto l'anno. Le intramontabili Seychelles, da molti ritenute il vero Giardino dell'Eden, soddisfano appieno il desiderio di tuffarsi davanti a interminabili spiagge bianche. Per essere rapiti dal piacere di una meta veramente esotica, invece, val la pena di lanciarsi nell'esplorazione della Tailandia. Da giugno a settembre sono molto interessanti dal punto di vista economico le offerte di noleggio con sconti e last minute.

Per aiutarvi a scegliere abbiamo tracciato e descritto 6 itinerari classici, 6 percorsi meno battuti e 2 percorsi specificatamente dedicati agli appassionati della subacquea, indicando per ciascuno il grado di difficoltà, la durata minima della crociera e le informazioni utili.

CON O SENZA SKIPPER

Lo skipper è necessario se a bordo nessuno ha la patente, consigliato per le prime esperienze e le navigazione più impegnative. Il costo medio di un professionista oscilla fra i 120 e i 150 euro giornalieri, molto ben spesi se si tratta di un conoscitore delle località di navigazione, in grado di dare consigli e suggerimenti anche per la vita a terra. Allo skipper spetta la parola definitiva sulla navigazione, sulla sicurezza e sul generale andamento della barca, tuttavia è lì per cercare di accontentare il cliente. Per evitare malintesi è dunque bene manifestargli sempre chiaramente le esigenze ed i desideri ed interagire con le sue scelte.

Il comandante risponde dei danni causati dalla navigazione dell'imbarcazione. Chi ne fa a meno e "assume il trasporto di persone e bagagli a titolo amichevole", secondo il Codice della Navigazione "è responsabile solo quando il danno dipende da dolo o colpa grave". Insomma, il capo barca di un gruppo di amici risponde più limitatamente, cioè nel caso di una volontà di arrecare danno o di una condotta gravemente imprudente.

NOLEGGIARE UNA REGATA

Sfida, velocità di manovra, scelte tattiche appropriate, dimostrare a sé stessi e agli altri di aver di sapersi districare anche nelle situazioni più difficili. La regata attira un numero crescente di appassionati e ormai diverse organizzazioni, generalmente scuole di vela, vi hanno dedicato barche particolarmente veloci, noleggiando l'intero scafo o, talvolta, il singolo ruolo a bordo. È un mercato particolare ed in forte espansione, rivoltosoprattutto a competizioni di altura. Generalmente si tratta di regate cosiddette "lunghe", come la "Roma per Tutti", Civitavecchia Lipari Civitavecchia, onorata da grandi campioni come Giovanni Soldini o Isabelle Autissier, o la "Carthago Dilecta Est" (Roma Cartagine), che alterna competizione, feste ed escursioni. Imperdibile la mitica "Barcolana", con le sue 2000 barche a riempire il Golfo di Trieste. Ma l'offerta riguarda anche l'estero, con al primo posto la "Antigua Sail Week": nell'isola caraibica per eccellenza, si regata ogni giorno su un percorso costiero diverso, mentre la sera si bordeggia fra barbecue e bevute di pina colada fino all'alba.

LA NAVIGAZIONE PIANA

Le carte nautiche della zona dove la barca è autorizzata a navigare secondo il contratto sono fornite dalla compagnia di charter, comunque domandare prima della partenza non costa nulla. È consigliabile integrare la dotazione di bordo con l'acquisto di guide specifiche della zona, impropriamente definite portolani (denominazione riservata alle pubblicazioni ufficiali). Attenzione: se si noleggia all'estero nella maggior parte dei casi si trovano carte dell'Ammiragliato Britannico dove le profondità marine e le altezze terrestri sono espresse in piedi.

Il sistema di segnalamento IALA (International Association of Lighthouse Authorities) divide il mondo in due regioni, A e B. Alla prima appartengono l'Europa, l'Africa e l'Asia continentale. Alla seconda le Americhe, la Corea, le Filippine. La distinzione non è di poco conto perché nelle zone B i colori delle boe e dei fanali all'ingresso dei porti e dei canali sono invertiti. Dunque rosso a dritta e verde a sinistra.

Un'ultima annotazione sul tempo. La terra è convenzionalmente divisa in 24 fusi sferici, ognuno comprendente 15 meridiani. L'ora di ciascun fuso fa riferimento al meridiano di Greenwich. L'indicazione non è però uniforme in tutti i paesi (c'è chi va da -1 a -12 verso est, e da +1 a +12 verso ovest, come gli angloamericani, e chi va da +1 a +12 verso est, e da -1 a -12 verso ovest. Comunque il segno algebrico +/- indica sempre la differenza fra l'ora locale e quella del meridiano di riferimento.

L'ABBIGLIAMENTO

Quando si parte si ha spesso paura di dimenticare qualcosa di utile e conseguentemente c'è la tendenza a tirarsi dietro indumenti non necessari. Ciò è tanto più vero in barca, navigando al caldo, dove si vive in costume e maglietta.

La regola numero uno riguarda non propriamente l'abbigliamento, ma il contenitore. Tutto deve stare in una sacca morbida, che all'occorrenza possa essere piegata e stivata. Una sacca di medie dimensioni dà anche la misura di quanto portare. Circa il cosa, la scelta migliore è prevedere, anche al caldo, due tenute complete, una propriamente estiva e l'altra da freddo. La prima includerà costume da bagno, t-shirt, calzoni corti, camicie leggere, maglioncino; meglio scegliere indumenti bianchi o chiari e di cotone. L'altra un maglione, camicie e pantaloni più pesanti. La lana tiene caldo anche da bagnata, è quindi ottima per le maglie e calzettoni e ovviamente l'immancabile zuccotto (cappellino). I jeans, invece, sono assai poco marini, perché troppo aderenti, asciugano lentamente ed hanno tasche poco capienti. Non possono mancare cappello a falde larghe, occhiali da sole e creme protettive.

La cerata è senza dubbio necessaria, anche se la si dovesse indossare una sola volta. Se ne trovano di tutte i tipi e per tutte le tasche e non c'è bisogno di scegliere un capo da navigazione oceanica (7-800 euro) per fare la prima esperienza in mare. Anche perché, in caso di tempo cattivo, verosimilmente non sarà un neofita a dover tenere in pugno la situazione. Per uno skipper avveduto, invece, la cerata è l'ultima cosa su cui lesinare, fedele compagna di tante notti solitarie passate al timone. In generale è importante che la giacca sia veramente impermeabile, con un doppio sistema di chiusura (cerniera e patta con velcro), meglio se con i polsini di neoprene regolabili. Le tasche devono avere la patta e la chiusura in velcro. La cosa più importante è forse il cappuccio che deve essere avvolgente e dotato di un'alta chiusura anteriore, a coprire la bocca, e possibilmente di una visiera.

In navigazione è sempre bene calzare delle scarpe da vela, o comunque delle scarpe sportive con suola bianca (per non lasciare segni sulla coperta), da utilizzare solo a bordo. Ci sono sandali con suole da barca che offrono un'ottima protezione. Gli stivali non sono necessari, ingombrano inutilmente e sono maleodoranti. Un paio di infradito per le doccia e un paio di scarpe da passeggio sono più che sufficienti per completare il corredo da terra. Le signore possono concedersi un paio di tacchi, ma nulla indispone lo skipper come trovarsi davanti ad un'intera scarpiera.

Il corredo:

  • berretto con visiera
  • coltello a serramanico
  • creme protettive per il sole e le scottature
  • farmacia individuale per i prodotti specifici
  • macchina fotografica
  • necessaire per la toilette (su scafi piccoli evitare di portare un bagnoschiuma a testa) occhiali da sole con relativo laccetto
  • orologio (possibilmente con sveglia)
  • sacco a pelo
  • torcia piccola (ottima le tascabili alogene tipo mag-lite)

LA MACCHINA FOTOGRAFICA

Le reflex furono ancora la migliore qualità (a patto di saperne sfruttare le caratteristiche), ma sono le più delicate e ingombranti. Gli obiettivi non sono un optional e dovendo affrontare la spesa è bene investire in un ottica (risparmiando magari su qualche funzione del corpo macchina). Le compatte sono certamente più comode, veloci e semplici da usare, ma la minore luminosità dell'obiettivo aumenta il rischio di fare foto mosse. Alcune hanno la possibilità di fotografare sott'acqua (se non si hanno troppe pretese), attenzione però a tenersi ben al disotto dei limiti di profondità dichiarati dalle case costruttrici. I modelli più economici prevedono la possibilità di foto in assetto snorkeling, entro i 5 metri di profondità. Diverso è il caso delle "water resistent"che non possono essere immerse, non sono stagne, ma resistono agli spruzzi, l che le rende particolarmente indicate per l'impiego in barca senza patemi. L'ultimo grido è ovviamente la digitale, che in più offre la possibilità di rivedere "gli scatti".

Capitolo pellicole. Per una compatta è consigliabile la Iso 100/21 che offre una maggiore versatilità. Le pellicole a bassa sensibilità, 50/100 Iso, danno un risultato che esalta il colore ed il dettaglio, ma è più facile commettere errore di esposizione.

Qualunque macchina abbiate scelto:

  • mai abbandonarla al sole;
  • mai lasciarla a bordo pozzetto o, peggio, sulla tuga, sui piani cucina e carteggio e, in generale, in tutti quei luoghi da dove può facilmente cadere alla prima accostata
  • maneggiarla con le mani sempre perfettamente asciutte
  • non sostituire la pellicola in piena luce solare
  • riporla sempre nella sua custodia
  • non ultimo, portare con se un'adeguata scorta di batterie e di pellicole

LA CAMBUSA

Ci sono tante teorie quanti equipaggi su cosa portare con se. Ci limitiamo a fornire un metodo (per navigazioni di una/due settimane). Dividiamo la crociera in due parti e la spesa in due gruppi: prodotti freschi e scorta di base (scatolame, conserve, sughi, pasta, ecc.). Quindi acquistiamo fresco e base per la prima parte e solo la base per la seconda. Il resto verrà integrato durante le tappe della navigazione.

È indispensabile che a bordo ci sia una persona responsabile della pianificazione, dell'acquisto e dello stivaggio delle provviste di bordo. Un "cambusiere", insomma, che durante la navigazione verifichi lo stato delle scorte e cerchi di coordinare un razionale impiego delle stesse. Della cucina vera e propria, invece ci si può occupare, anche divertendosi, a turno. È ovvio che il problema non si pone per le imbarcazioni dotate di equipaggio, dove ci si potrà limitare ad esprimere delle preferenze.

In molte località esotiche sono diffusi i venditori che fanno servizio alle barche alla fonda offrendo di tutto: pane, frutta, verdura, uova e altri generi alimentari. Se si naviga in zone povere, come quelle caraibiche, vanno adottate alcune norme di buon senso e alcune precauzioni. È bene non mostrare moneta di grosso taglio e cercare di pagare contanti, senza necessità di resto. Se possibile meglio stabilire un rapporto di fiducia con un venditore e continuare a servirsi dello stesso, finchè si resta in zona.

Oltre ai pasti principali, si devono considerare tutta una serie di spuntini, molto frequenti in navigazione, specie se notturna. Frutta e verdura vanno stivate nel posto più possibile asciutto e aerato. La frutta che si mantiene più a lungo sono le mele (ottime contro il mal di mare) e le arance. Per conservare le uova a lungo è sufficiente stendere un velo d'olio di vasellina sul guscio, avvolgerle nella carta di giornale e disporle in un contenitore stagno.

Per le bevande bisogna considerare almeno un litro e mezzo a testa al giorno. La sentina a centro barca è ottima per stivare le bottiglie, ma è meglio scriverci il contenuto con un pennarello indelebile, perché se si imbarca acqua le etichette si staccano facilmente.

Attenzione a non conservare cartone a bordo: alcuni insetti tropicali lo trovano ottimo per deporre le uova.


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